Chiesa di Maria Maggiore
Chiesa di Maria Maggiore

Chiesa di Santa Maria Maggiore
S. MARIA MAGGIORE
Tra le chiese esistenti attualmente a Corigliano la matrice arcipretale di S. Maria Maggiore è certamente la più antica, giacché il primo impianto risalirebbe alla seconda metà del secolo X.
Forse su tale impianto fu costruita S. Maria Nuova nel 1329 per committenza del conte di Corigliano Ruggero di Sangineto junior.
La chiesa, detta pure S.Maria della Platea o della Piazza, fu ristrutturata completamente nel Settecento, conservando tuttora l’aspetto conseguente a quel restauro. Ma bisogna dire che, in seguito ai nuovi interventi voluti dall’arciprete don Santo Aquilino ed eseguiti sotto la direzione dell’arch. Mario Candido fra il 1981 e il 1994, la chiesa è stata restituita allo splendore dei suoi colori e dei suoi marmi baroccheggianti. E’ stata ripulita anche l’antica cripta sottostante, cui si accede attraverso l’antica sacrestia sita a sinistra immediatamente dopo l’ingresso nella chiesa. Questa cripta, composta da più vani, non è stata ancora datata; ma è interessante sia per la sua struttura sia perché potrebbe, una volta risolti i problemi della datazione e dei rapporti strutturali con l’attuale chiesa, portare un contributo fondamentale alla "lettura" e alla storia di tutto il complesso monumentale.
Nella sagrestia, già sacrario del clero (come ricordano le iscrizioni dedicatorie sulle pareti), è custodito il tesoro della chiesa in parte sottratto nel 1806 quando truppe francesi saccheggiarono la chiesa portando via gli oggetti più preziosi che vi si conservavano. Qui trovano posto oltre all’archivio parrocchiale, antichi paramenti sacri, reliquiari e argenti di pregevole fattura opera di argentieri napoletani. Tra le carte dell’archivio, una raccolta che inizia dalla seconda metà del XVI secolo, si ricorda un corpus di 38 pergamene la più antica delle quali, miniata nel 1555, è l’atto di aggregazione dell’Arciconfraternita del Sacramento con quella romana di Santa Maria sopra Minerva.
Tra i lavori più notevoli eseguiti nel recente restauro va menzionata la ristrutturazione del portale mediante l’applicazione di sei formelle di bronzo dell’artista coriglianese Carmine Cianci.
L’interno della chiesa è ad una navata con tre cappelle sul lato sinistro, denominate rispettivamente (a partire dalla più lontana dall’altare maggiore) della Visitazione, del Sacramento (la più grande e più bella), del Purgatorio.
Tra le cose più notevoli ricordiamo: il fonte battesimale, in tarsie marmoree policrome, opera del napoletano Marino Palmieri (1782); la tela S.Agata in carcere, dovuta forse al pennello del pugliese Cesare Fracanzano (XVII secolo); gli stipi della sacrestia nuova, ove sono conservati alcuni paramenti sacri di grande pregio (ad essi è stata dedicata la copertina dell’Elenco Telecom 1996, Cosenza e provincia); un organo del 1757, opera dell’organaro Pasquale Iorio, da poco restaurato e, perciò, perfettamente funzionante.
Liliana Misurelli
Luigi De Luca


P.G.S.Under 17
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