4.3. Dall'implicito all'espicito dal Micro al grande progetto

4.3. Il Progetto: dall’implicito all’esplicito, dal micro al grande progetto

Intanto, a settembre, quando era il tempo di programmare un nuova anno educativo-pastorale, l'ispettoria Meridionale provvide alla costituzione della Prima comunità educativa salesiana: ci fornì un nuovo salesiano per l'Oratorio, don Paolo, volontario e proveniente dal Piemonte, e insieme a lui, un “nonno dai capelli bianchi” ma per nulla rassegnato ai ruoli tradizionali del “nonno salesiano”: don Antonio Gentile, grande appassionato dei cooperatori e della famiglia salesiana e già vecchia conoscenza dei cooperatori del luogo. Con una comunità canonica di 4 salesiani si poteva partire senza trascurare il lavoro precedente: don Paolo per l'Oratorio dello Scalo, don Francesco per l'Oratorio in centro storico, don Mario come Direttore e coordinatore dell'opera e dei Progetti sul territorio; don Antonio per la formazione degli adulti e la famiglia salesiana. Una squadra davvero complementare nella diversità. Il primo dilemma che ci si presentò dinanzi, all'inizio del nuovo anno educativo, appena preso possesso della struttura, è stato quello di decidere se fermarsi a progettare prima di partire, o partire comunque con l’avvio di alcune attività oratoriane, nell'attesa di giungere ad un Progetto chiaro in testa a tutti e condiviso. Il nostro lavoro di educativa di territorio era venuto progressivamente strutturandosi dalla strada verso alcuni spazi di accoglienza e di attività, attraverso dei microprogetti; per questo all’inizio decidemmo di avviare l’oratorio a partire da quelle elementari e segmentate prassi di aggregazione, già consolidate in precedenza, attraverso quei progetti di intervento sul territorio che venivano configurandosi come azioni di prevenzione primaria e secondaria. Non ci sembrava rispettoso delle aspettative dei ragazzi e delle famiglie sospendere tutto per fermarsi ad elaborare un progetto completo di oratorio; esso sarebbe potuto nascere progressivamente, per sviluppo interno, dall'implicito all'esplicito, a partire dalle prime intuizioni tradotte in serie di interventi. Ed intanto il primo oratorio, quello di Corigliano Centro, era già avviato bene e il nuovo faceva i primi passi. Si può dire quindi che nei primi anni il lavoro nel nostro oratorio è stato guidato da una idea progettuale implicita che veniva via via emergendo e dispiegandosi, soprattutto attraverso il lavoro d’equipe di inizio d’anno. Tempo privilegiato per pensare e organizzare l’oratorio era la programmazione educativa annuale realizzata dall'equipe e dall'assemblea oratoriana. Anche gli spazi di accoglienza della casa in Sila a Righio ci offrivano un luogo tranquillo per ricercare insieme, riflettere nella serenità e condividere. Attorno alla programmazione, che non ci accontentavamo di ridurre a mera calendarizzazione di attività e iniziative, ma che oscillava tra la tipologia del progetto a breve termine, annuale, e l’itinerario a medio termine, abbiamo cominciato a raccogliere e a far emergere le differenti e fantasiose idee di oratorio che ciascuno si portava dentro: alcune concezioni di oratorio segnate fortemente dalla propria esperienza passata, altre invece qualificate vivacemente da aspettative e sogni non ancora verificati nella realtà.       Fonte libro:" Storia dell'opera salesiana di Corigliano Calabro   - IL SOGNO DI UN'OPERA ATTORNO ALL'ORATORIO      a Cura di Mario Delpiano 4.2 LA GIORNATA STORIA DEL 25 MAGGIO LA GIORNATA STORIA DEL 25 MAGGIO LA GIORNATA STORIA DEL 25 MAGGIO Nella nuova sede, allo Scalo di Corigliano, in C.da Chiubica, sulla via Provinciale che porta alla marina di Schiavonea, entrammo il 25 maggio 1997. Per questo celebriamo il decennale, anche se la presenza salesiana nella città ho superato i 13 anni. I preparativi furono eccezionali, come altrettanto fu il momento dell'inaugurazione. Ancora non erano arrivati tutti gli arredi, e i muri in quei giorni di maggio mescolavano l'odore dell'intonaco fresco con l'incantevole profumo di zagara. Non demmo nemmeno il tempo di asciugare alle pareti! Avevamo fretta di entrare, di ritrovarci finalmente “a casa nostra”: la casa dei Giovani, come la chiamammo, dedicandola alla memoria di  Padre Albino Campilongo, salesiano e grande precursore della  spirito di don Bosco nella diocesi di Rossano e nella città di Corigliano. Ci furono in triduo di preparazione con veglia di preghiera giovanile, commemorazioni, concerto di piano di giovani maestri in Corigliano Centro, alla Riforma, poi conferenza e mobilitazione generale. Doveva davvero essere festa di tutta la città. Immenso fu il dono della venuta tra noi del successorie di don Bosco, don Edmundo Vecchi, che aveva seguito con molta cura il sorgere di questa nuova presenza: espresse tutto il suo entusiasmo quando seppe che era in sinergia con la Diocesi e i salesiani non avevano né vincolo di proprietà né appensantimenti di struttura. “Ecco, disse, questa sono le 'strutture leggere', come le chiamava Lui stesso, che segnano una svolta e un nuovo orizzonte per la Congregazione! I salesiani vengono, fanno un servizio alla Chieaa locale, sviluppano una pastorale giovanile e poi, se necessario perchè essa cammina con le proprie gambe, sono liberi di spostarsi tranquillamente altrove, se necessario, senza essere catturati dalle strutture!”. La nuova opera infatti era sorta su terreno acquistao dalla Diocesi di Rossano e poi era stata costruita con il paritario contributo delle 2 ispettorie salesiane coinvolte, piemontese e meridionale, e con la Diocesi stessa: un grande sforzo d impegno economico e progettuale che va riconosciuto, anche oggi, a tutti e tre i soggetti, lungimiranti! Portiamo tutti nel cuore, grandi e piccoli, giovanie meno giovani, i ricordi di quella indimenticabile giornata, e poi ci sono i video, le diverse mostre fotografiche che hanno immortalato quel giorno: raccontamo molto di più di una cronaca giornalistica. E' una giornata che salesiani, famiglia salesiana, giovani animatori e dell'exMog, portiamo tutti nel cuore, indimenticabile, come un tesoro da custorire. Non pareva vero che il sogno e il progetto si fossero realizzati nel giro di tre soli anni. Naturalmente si trattava solo della inaugurazione del Primo lotto. Ci sarebbe venuto anche il secondo, nel 2003, e poi, quando vorrà il Signore, anche il terzo, come indica il plastico che fa bella mostra di sé nell'androne! Erano presenti qual giorno i salesiani da tutte le regioni del sud e la famiglia salesiana della Calabria al completo. Il pomeriggio fu memorabile, trascorso tra concerti bandistici, danza dei nastri dell'oratorio di Spezzano delle FMA, discorsi ufficiali, tagli di nastro, spettacoli, recite, rinfreschi con l'immensa torta donata che mostrava in gigantografia la nuova opera. Conclusero in serata i giovani con gli spezzoni del recitals “Forza venite gente!”. E il Sindaco della città conferì la cittadinanza onoraria al Rettor Maggiore dei Salesiani. E poi anche quella giornata memobarile fu inghiottita dal tramonto! Un giorno dopo l'altro cominciava da capo la vita dell'Oratorio, mentre i giovani del centro storico, il gruppo scoppiettante dei Giovanissimi in primis e gli animatori, si riversavano nella nuova struttura per metterla alla prova e spaziare in essa, sentendosi davvero nella “loro casa” sognata così tanto a lungo. Eravamo alle soglie dell'Estate, e la struttura si prestò al collaudo sia per la preparazione dell'ER con tutti gli animatori e gli adolescenti delle superiori che, di anno in anno divennivano sempre più numerosi, sia per la prima Estate ragazzi con Pinocchio, finalmente in Oratorio. Bisognava però contemperare la presenza allo Scalo con quella in Centro Storico, dove don Francesco manteneva il presidio nell'oratorio di sant'Antonio. In due eravamo, uno su e uno giù. Mentre cresceva il numero dei giovani adulti e dei genitori desiderosi e disponibili a sostenere, con la loro presenza a turnazione, l'avvio del secondo oratorio allo Scalo. Con l'estate arrivarono rinforzi per i salesiani, e si cominciò a creare quel grande contenitore di volontari, di critici, di osservatori a distanza e soprattutto di appassionati, che facevano il tessuto di quella che diventerà, passo dopo passo, la grande comunità educativa dell'oratorio. Fu come il rodaggio della comunità educativa! Decidemmo di non rinchiudersi nella nuova struttura, e pertanto i turni di ER furono gestiti uno in centro storico e l'altro allo Scalo. Arrivammo ad aggregare oltre 800 ragazzi durante l'estate ragazzi. Ma ciò che ha sempre stupito di più gli educatori, era l'entusiasmo e la disponibilità delle centinaia di adolescenti per il volontariato, divisi tra animatori esperti, “arbitri” e “aiuto animatori”.

Informazioni

A.S.D. Polisportiva Giovanile Salesiana

Via Provinciale 102/A 

87064 Corigliano Rossano (CS)

Responsabile contro abusi

Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni dell' ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA P.G.S. PADRE ALBINO CAMPILONGO è don RAFFAELE NAPOLITANO, presidente dell'Associazione

Nominato In data 20 gennaio 2025

Rif. Numero Pratica:

UAF-2025-04050 depositata in data 22/01/2025

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