4.4 Il consolidarsi del soggetto oratoriano: la comunità educativa

 

4.4 Il consolidarsi del soggetto oratoriano: la comunità educativa

Il primo passo fu dunque quello di permettere alla comunità educativa ed al suo nucleo animatore, una specie di equipe di coordinamento, di emergere e di consolidarsi. Le attività dei primi anni, sono state l’occasione e lo spazio di esperienza che hanno permesso di sviluppare tra  tutti il senso di appartenenza alla comunità e di maturare  la consapevolezza della necessità di strutturare anche le relazioni tra le persone e i gruppi della comunità. Ora la nuova struttura richiedeva ancor più coralità, definizione dei ruoli e dei compiti e loro distribuzione e integrazione.

Si è rivelato quanto mai funzionale e identificante una sala apposita, voluta fortemente, in oratorio, accanto alla zona domestica, la sala della comunità educativa: un ambiente che sapesse di casa, ampio, confortevole, accogliente, attrezzato per gli incontri formali e quelli informali, un po’ come lo spazio di casa degli animatori, dei collaboratori e della famiglia salesiana. Lì si trascorrevano insieme le ore serali e notturne, ad oratorio chiuso, per programmare, verificare, soffermarci e stare insieme in allegria e convivialità. Anche la “bagna cauda” e le castagne al fuoco contribuivano a creare relazioni e spirito di famiglia!

Mentre prendeva consistenza il senso di appartenenza alla comunità tra coloro che si assumevano in prima persona la condivisione delle responsabilità (animatori, cooperatori, genitori, salesiani), andava strutturandosi e articolandosi anche il soggetto comunitario.

Poco alla volta è maturata la consapevolezza che l’oratorio non era cosa dei preti o tanto meno del responsabile, ma “cosa di tutti e casa comune”, della quale ciascuno è chiamato a sentirsi responsabile e ad assumersi le responsabilità che sente di poter condividere.

I primi anni sono stati caratterizzati da un forte senso di assemblearismo: le iniziative, la programmazione e le verifiche erano eventi che coinvolgevano tutti, in assemblee interminabili. Poi la realtà oratoriana si è venuta articolando in maniera più complessa, in settori e sottogruppi.

Per rispondere alle esigenze del territorio, decidemmo di collocare alla pari i due “punti oratorio”, siti in zone diverse della città: quello del centro storico, da dove era partita l’avventura, e l’altro nella parte pianeggiante e centrale della città, dove appunto era stata inaugurata la  nuova struttura.

In seguito è rimbalzata anche l’esigenza di articolare anche le forme di autogoverno e di rappresentanza, per cui sono nate nuove strutture, cioè i due Consigli Oratoriani i cui rappresentanti, di tutte le fasce, divenivano poi i membri del Consiglio Direttivo della comunità educativa.

Nel Consiglio Direttivo della comunità educativa – pastorale erano presenti i rappresentanti di tutti i settori e le articolazioni dell’opera, sia dei giovani che degli animatori dei gruppi o delle attività, sia dei genitori e adulti collaboratori. Le associazioni civilistiche venivano ugualmente rappresentate attraverso buona parte dei loro Consigli Direttivi, in modo che verso questo soggetto plurale giungessero e venissero vagliate tutte le istanze e i messaggi di andata e di ritorno dall'azione quotidiana. Da questo stesso soggetto comunitario, il Consiglio direttivo della Cep, promanano le linee e le scelte qualificanti per tutta l’azione educativa - pastorale.

La complessificazione ha significato anche il sorgere di molteplici gruppi, strettamente legati alle fasce d’età e o agli interessi.

Quello che consideriamo nucleo vitale del nostro oratorio è il “gruppo primario”: al suo interno offre ai soggetti una grande varietà di possibilità, espressioni, attività, ma soprattutto si pone come luogo vitale di relazioni interpersonali faccia a faccia, che sono poi quelle che alimentano e danno senso alla comunicazione agli altri livelli. Esso ha come nota irrinunciabile l’accompagnamento del preadolescente e dell’adolescente nel suo cammino di elaborazione di un’identità solidale, aperta alla dimensione di mistero, e perciò aperta alla dimensione evangelica dell’esperienza quotidiana di vita. E’ all’interno del gruppo che i ragazzi trovano quelle occasioni e quelle possibilità, favorite dal clima positivo, accogliente, rassicurante e liberante, di raccontarsi, di esprimersi, di riprendere in mano il timone della propria vita, dentro una compagnia calda che sostiene e incoraggia.

Il gruppo diveniva davvero la cellula del nostro oratorio.

Informazioni

A.S.D. Polisportiva Giovanile Salesiana

Via Provinciale 102/A 

87064 Corigliano Rossano (CS)

Responsabile contro abusi

Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni dell' ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA P.G.S. PADRE ALBINO CAMPILONGO è don RAFFAELE NAPOLITANO, presidente dell'Associazione

Nominato In data 20 gennaio 2025

Rif. Numero Pratica:

UAF-2025-04050 depositata in data 22/01/2025

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