5.2.1 La PGS: una risorsa a servizio dell’oratorio e del territorio
Un elemento nuovo della esperienza associativa sportiva è stato quello di pensarsi essa stessa come struttura a servizio dell’oratorio e del territorio.
Una polisportiva a servizio dell’oratorio per noi significa che essa riconosce come sua attività tutta l’attività sportiva e ludica dell’oratorio e suoi destinatari tutti i ragazzi dell’oratorio per il loro interesse ludico e sportivo; ma significa anche che nello stesso tempo l’oratorio ritrova in essa una risorsa privilegiata per quanto riguarda la promozione delle attività ludiche e sportive, e non solo.
Siamo giunti pertanto alla scelta che la polisportiva diventi anche il contenitore oratoriano di questo settore di attività, per cui tutti i ragazzi del nostro oratorio, soprattutto tra le medie ed elementari, sono suoi soci mentre vivono l’appartenenza; da qui la scelta di valorizzare pienamente anche la tessera associativa come tessera oratoriana, con tutti i vantaggi e i benefici che ne derivano. Una linea non sufficientemente capita ai livelli alti della Associazione.
Infatti le grandi attività oratoriane e le manifestazioni pubbliche come la Camminata don Bosco, l’Estate Ragazzi, i campionati, e da ora in poi anche le manifestazioni come discoteca giovanile, spettacoli, recital, potevano diventare attività supportate e gestite in sinergia tra oratorio e polisportiva, essa stessa Oratorio.
Ci sembra che questa direzione di sperimentazione permetta finalmente di risolvere quell’annoso problema del parallelismo irriducibile o di latente conflittualità, quasi di una concorrenza, tra oratorio e polisportiva, che tanto danno ha arrecato alla qualità educativa e al senso di appartenenza oratoriano. Questa soluzione permette da un lato il rispetto della piena autonomia (sempre relativa) dell’associazione civilistica, e dall’altro la piena valorizzazione di essa in quanto risorsa-struttura-progetto, all’interno del grande e unico progetto educativo-pastorale oratoriano, oltre che il suo pieno inserimento nella comunità educativa.
In un certo qual modo il senso di appartenenza alle due realtà è coincidente e si arricchisce reciprocamente. Anche per questo, gli appuntamenti formativi della comunità e del suo direttivo sono condivisi, e la presenza dell’intero Consiglio Direttivo della Polisportiva nel Consiglio Direttivo della comunità educativa garantisce convergenza, trasparenza di azione, sinergia e collaborazione; mentre è indispensabile in essa, con un ruolo e compiti ben definiti, dello stesso direttore dell'oratorio. Quando viene meno questa scelta la divergenza e la conflittualità tra le due crescono a dismisura.
Un’altra direzione che spinge alla piena valorizzazione della associazione sportiva dentro l’oratorio e alla possibilità che l’oratorio si identifichi in essa, è l’iniziativa propositiva di azione che la Polisportiva può promuovere sul territorio: nella nostra comunità educativa essa è divenuta il soggetto civilistico rappresentativo che promuove sport e cultura educativa sportiva sul territorio. Infatti ci sono tante piccole squadre giovanili parrocchiali e non, che si trovano di fatto escluse all’accesso a tornei e campionati, e ciò a motivo spesso della carenza organizzativa, di personale formativo, di risorse strutturali ed economiche, e a volte anche per incompatibilità tra le esigenze di un oratorio parrocchiale e la macchina dei calendari federali.
La Polisportiva oratoriana si è rivelata in alcuni tempi il soggetto istituzionale capace, sul teritorio, di convocare diversi soggetti interessati all’educazione dei ragazzi, aggregare attraverso lo sport e il gioco e attivare iniziative di promozione sportiva.
Tutto ciò non lo consideriamo solo una risposta dell’ associazione ai bisogni e alle domande di cultura sportiva del territorio: essa costituisce per noi anche il soggetto rappresentativo della comunità educativa che, articolandosi attraverso soggetti collettivi diversificati, si apre oltre i cancelli e promuove occasioni di aggregazione ampia con tutti sul territorio. Essa diviene poi anche il soggetto portatore delle istanze educative e di attenzione alle fasce deboli e agli ultimi ai tavoli delle politiche sociali e giovanili dello sport e della cultura.
Una occasione preziosa per creare connessioni e lavoro di rete, e convocare le tante agenzie educative spesso rinchiuse nel proprio recinto. Non può essere questa una delle strade per giungere al patto educativo territoriale della cosidetta “città educativa”?
Un sogno forse, ma per noi è apparsa anche come una delle direzioni di marcia.
Negli ultimi anni abbiamo sperimentato l’apertura di nuove prospettive di significatività della PGS: con il rigore e la competenza richiesta ai soggetti educativi del territorio dai nuovi sviluppi legislativi, non è più possibile attivare iniziative aggregative culturali senza la garanzia di soggetti giuridici e adeguatamente deputati. La convenzione a livello nazionale operata della nostra Polisportiva con la Siae ci apre finalmente la possibilità di pensare e programmare iniziative aggregative nuove: dallo spettacolo alla discoteca in oratorio per fare un esempio. La figura civilistica e istituzionale dell’ “oratorio–associazione” ci appare quanto mai innovativa ed efficace, indipendentemente dalla sua concreta configurazione.
Noi ne stiamo verificando un modello. In questo modo si aprono certo nuove possibilità e spazi di inventiva, senza nascondersi i nuovi problemi che le innovazioni portano inevitabilmente; due per tutti: quello della gestione democratica degli organismi di partecipazione e di rappresentanza, e la garanzia della qualità educativa e pastorale, anche carismatica, in oratorio.
Sono richiesti percorsi di incontro e di condivisione da entrambi i soggetti: la polisportiva deve imparare a sentirsi parte della comunità educativa e non pretendere di isolarsi in forma autarchica; la comunità educativa, e l'oratorio in particolare, deve imparare a riconoscerne l'utilità e rispettare, valorizzandole, le competenze della risorsa-polisportiva, compresa la sua rappresentanza nel settore educativo – sportivo. Il cammino di riconoscimento e di sinergia reciproca non può che ricadere positivamente sui diversi soggetti ed accrescere l’efficacia e la qualità della loro azione sul territorio.



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