Area Urbana Corigliano

Il Castello Ducale

Il Castello Ducale

Il Castello

Elegante, solido, maestoso, il castello di Corigliano do­mina le case circostanti ed il territorio della Sibaritide. E’ un piccolo “classico” nel suo genere. C’è il ponte levato-io e il fossato una volta pieno d’acqua, i merli dentellati e la grande torre di guardia, i sotterranei con la prigione e il ‘rivellino” di fronte all’ingresso, il salone di rappre­sentanza e la cappella privata. Ed infine, non mancano gli archivi che raccontano la sua storia e ne custodiscono la memoria.

Edificato da Roberto il Guiscardo nella seconda metà dell’undicesimo secolo (molto probabilmente attorno al 1073), il castello di Corigliano faceva parte della fitta rete di fortificazioni con cui il re normanno controllava le cit­tà e le popolazioni insofferenti al suo giogo (tra esse, la vicinissima e bizantina Rossano). Era una fortezza tozza e massiccia utile solo per il ricovero delle sentinelle e dei corpi di guardia.

Il primo castellano fu un vassallo di Roberto il Gui­scardo, un certo Framundo, proveniente da Loudun in Francia. Nel 1192 Tancredi, re di Sicilia, concesse in feu­do Corigliano e le sue terre a Ruggero Sanseverino. Tran­ne alcuni brevi periodi, il castello rimase in possesso dei Sanseverino fino al 1616 quando questi, travolti dai de­biti, furono costretti a vendere il feudo di Corigliano al genovese Agostino Saluzzo.

Nel corso dei secoli, intanto, la primitiva fortezza ve­niva modificando sempre più il suo aspetto originario. Già Roberto Sanseverino, conte di Corigliano dal 1339 al 1361, aveva fatto costruire all’interno del lato sud ùna serie di stanze signorili per potervi risiedere decorosamen­te. Nel periodo in cui Ferdinando I d’Aragona sottrasse il feudo ai Sanseverirìo (1 487-1 SQl), il castello, per esigen­ze difensive, venne fortemente consolidato, mediante poderose scarpate e solidi torrioni. Una epigrafe, datata 1490 ed ancora visibile sopra il ponte ievatoio, attesta che i lavori furono eseguiti con il concorso della cittadinanza. Nel 1540, ad opera di Pietro Antonio Sanseverino, alcu­ne delle stanze di abitazione furono rese più comode e sontuose.

Ma toccò ai Saluzzo (proprietari del castello dal 1616 al 1822) trasformare e migliorare radicalmente l’aspetto del poderoso maniero, anche perché ben presto esso di­venne la loro abituale dimora. Alla prima metà del Sei­cento risalgono i lavori per la realizzazione della torretta ottagonale che sovrasta il mastio, la costruzione della cappella di 5. Agostino, la sistemazione del piazzale in­terno mediante due rampe di scale d’accesso. Ad Agostino Il Saluzzo (1 608-1700), che fu il primo duca di Corigliano, si deve la ristrutturazione e la decorazione di numerosi ambienti, nonché l’ampia balconata esterna di cui fu dotato il Salone degli Specchi. Da questa balcona­ta si poteva scendere, mediante due gradinate in ferro, su di una terrazza, ricavata sul tetto di una scuderia at­trezzata e funzionale. Un arco “maestoso e fortissimo -scrive lo storico Giuseppe Amàto (1884) - faceva da con­trasto e sostegno alla scuderia, appoggiandosi dall’altra parte alla casa Abenante”.

E pagna, originari di Longobucco. Giuseppe Compagna per­fezionò l’acquisto del castello nel 1828 e suo figlio Luigi (1828 - 1880) vi apportò le ultime, definitive modifiche. Utilizzando una parte del grande piazzale, completò i tre

- lati della struttura, inglobando in essa la chiesa di 5. Agostino, fino ad allora separata dal “Palazzo” ed innal­zando un secondo piano abitabile. Da questi ampliamen­

- ti si ottenne anche l’ampio e severo corridoio antistante

Il Salone degli Specchi. Il lato Nord del fossato fu ceduto

a) Comune, che lo abbatté ed al suo posto fece costruire ìuna strada, l’attuale via Tricarico. Demolita anche la gran-

villetta, ~ricca di fiori rari e di piante esotiche, Il piano su periore del rivellino (che nei secoli precedenti aveva ospitato le carcerr” civili e criminali”) fu ristrutturato ed adi bito a sede dell’Amministrazione di casa Compagna. Gi rolamo Varna ed Ignazio Perricci furono chiamati a deco rare numerosi ambienti.

Dopo la seconda guerra mondiale la famiglia Compagna si trasferì definitivamente a Napoli ed il castello, ne 1971, venne venduto alla Mensa Arcivescovile di Rossa no. Da questa lo acquistò, in data 11 marzo 1979, i Comune di Corigliano.