Il giorno del grande evento
La sera prima arrivò in auto, accompagnato dal suo Ispettore del Piemonte, don Luigi Testa, e dall' Economo ICP, don Tarasco, anche il secondo salesiano: don Francesco Gobbin.
Fu così che da vecchi compagni di noviziato e di scuole superiori, poi di teologia, dopo circa 20 anni ci ritrovammo a ricominciare un tratto di un cammino insieme. Le famiglie del Centro Storico, legate al giro dei cooperatori, fecero a gara, disponibili, per ospitare per quella notte i numerosi salesiani, Superiori di ispettoria e non; ormai la rete del Mog e degli amici di Padre Albino nonchè dei cooperatori aveva ramificato abbondantemente sul territorio, pertanto non ci furono difficoltà e tutti ebbero un letto e una mensa.
Per il giorno dell'ingresso, 15 Ottobre 1994, tutta la città e la diocesi erano state mobilitate per le ore 16,00 del pomeriggio, nella Chiesa di Sant'Antonio. Anche i ragazzi e le famiglie dell’Estate Ragazzi, appena trascorsa nel mese di Luglio, erano stati richiamati come un esercito alla mobilitazione.
Dall'Acquanova, la piazza centrale di Centro Storico, partì il corteo, perceduto dalle Majorettes dell'oratorio FMA di Spezzano Albanese, dei ragazzi dell'ER con i loro animatori in fiaccolata, scendendo sulla magica via Roma, resa incantata dalla fieccole, verso Sant’Antonio. La grande chiesa barocca era gremita di gente, non solo del centro storico, ma di tutta la cittadinanza.
Presenti le autorità civili, i ragazzi di ER stipati nella cappella di santa Filomena, dirimpetto il coro diretto dal Maestro Giogio Gencarelli, composto sia dai giovani di tutte le parrocchie cittadine, con orchestra di organista, flauto e violino ...; sono volti che imparammo a riconoscere solo mesi e anni dopo. Musiche poi toccanti di canti partecipati che esprimevano la gioia dei cuori e la riconoscenza di tutti quei cooperatori che, sparsi tra la gente, vedevano finalmente realizzarsi un sogno.
C'era anche la ripresa in diretta della TV locale, mentre all'inizio sfilarono tra la gente, precedendo il Vescovo Mons Andrea Cassone accompagnato dai due Ispettori salesiani d'Italia, don Luigi Testa per i salesiani del Piemonte e don Laterza Emidio per i salesiani del Meridione, una trentina di sacerdoti, in buona parte volti noti alla gente, e in parte sconosciuti. E qui, durante tutta la celebrazione della messa, si è verificato un equivoco più inatteso: la gente e l'operatore TV si chiedevano quali, tra tutti quei sacerdoti, fossero i due salesiani per l'opera di Corigliano. Ma essi erano mimetizzati tra il numerosissimo clero.
Pertanto l'obiettivo della telecamera roteava pendolare ad inquadrare prima i 2 sacerdoti a fianco del vescovo, poi gli altri due a fianco ancora, quindi metteva a fuoco, volta per volta, volti di preti sconosciuti presenti nel presbitero, quasi a chiedere a sè e ai telespettatori: “Indovinate un po' quali sono i due? Forse questi, o questi altri, o questi altri ancora?”.
Fu un enigma che si prolungò per la durata di tutta la solenne celebrazione. Il gioco si concluse alla fine di tutto, quando presero la parola don Mario e don Francesco per presentarsi. Fu una sorpresa per tutti, perché avevano saputo mimetizzarsi così bene tra la folla dei preti presenti.
E alla messa seguì il rinfresco, i saluti, gli abbracci di benvenuto, la festa per tutti, conclusasi poi ad una interminabile pizza al “Filo di Arianna” a notte fonda.
Fonte libro:" Storia dell'opera salesiana di Corigliano Calabro - IL SOGNO DI UN'OPERA ATTORNO ALL'ORATORIO a cura di Mario delpiano



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