
6.4 Il confronto con la situazione socioculturale e l’analisi della condizione giovanile
La seconda tappa del nostro lavoro è consistita nel confronto con la situazione socioculturale e nell’analisi della condizione giovanile del territorio. E’ risultata un lavoro impegnativo, faticoso ma entusiasmante. I sottogruppi di lavoro del consiglio direttivo della comunità hanno approfondito la studio della realtà socioculturale locale, evidenziando luci e ombre, limiti e risorse. La condivisione assembleare era sempre il punto di arrivo di un lavoro preparato a piccoli gruppi. Qualche coraggioso ci sfidava a ripensare i limiti e i condizionamenti in termini di risorsa.
Successivamente ci siamo confrontati con le analisi della condizione giovanile, da quelle nazionali a quelle regionali. Per quanto riguarda i giovani del nostro territorio, riuscimmo in un felice intento, cui ho già fatto cenno: ottenemmo dal sensibile e coraggioso assessore comunale ai servizi sociali del tempo il finanziamento e il commissionamento ad un ente specialistico di una ricerca sociologica sulla condizione giovanile della città. Dalla presentazione dei risultati delle ricerca sgorgarono dibattiti e sensibilizzazione di tutta la cittadinanza intorno alla questione giovanile.
Fu memorabili il convegno sui giovani a Corigliano, organizzato nella nuova sede, e che ebbe il sociologo dell'UPS odn Giuliano Vettorato come relatore di base.
In tal modo il nostro lavoro “da dentro” venne aperto al confronto con la cittadinanza, le istituzioni educative, e coinvolse una moltitudine di educatori a vario titolo.
Mentre al nostro interno maturava una lettura educativa capace di ribaltare i giovani da “problema” a “risorsa”.
Il lavoro di lettura della situazione socioculturale ci ha portato anche a sbilanciarci nella valutazione e nel bilancio delle offerte formative esistenti sul territorio rivolte ai giovani. Raccoglievamo i segnali della crisi delle istituzioni e della resistenza al cambiamento in relazione alla nuove esigenze giovanili. Incontravamo però anche tanti adulti ed educatori, docenti e dirigenti, fortemente motivati e qualificati, desiderosi di produrre cambiamenti culturali e strutturali; li sperimentavamo come “alleati” e non concorrenti nel lavoro educativo.
Le relazioni continue con i docenti, i dirigenti, le famiglie, i parroci, i servizi sociali, che diversi operatori e animatori della comunità educativa coltivavano nel loro servizio educativo, ci facevano sentire collocati dentro una comunità più grande, che in qualche modo, anche se del tutto informale, si faceva carico dell’educazione delle nuove generazioni. Non ci sentivamo soli, né i primi, né i più bravi, ma in una compagnia grande e rassicurante, che faceva sentire meno pesanti le frustrazioni e le delusioni di tanti insuccessi educativi o di qualche porta chiusa. Sperimentavamo il pulsare di una “città educativa” sotterranea, che compiva i primi passi in direzione di una coscienza educativa da far emergere e da progrressivamente condividere, e verso cui don Luigi Ciotti stesso ci sollecitò in un memorabile convegno a Schiavonea intorno ai temi della legalità!


P.G.S.Under 17
Vigor Rossano Under 17