6.6 Il Progetto per selezionare e organizzare le risorse
L’ultima parte di lavoro insieme, attorno al progetto, ha riguardato il metodo per realizzare il nostro cammino, cioè la selezione, la valorizzazione e la organizzazione delle risorse molteplici attorno ad alcune scelte di fondo.
C'erano anzitutto le risorse-persona da coinvolgere: i ragazzi, gli adolescenti, i giovani, gli educatori, gli adulti, genitori, gli animatori. Guai a non valorizzare il contributo di ciascuno o a pensare di poter fare a meno di qualcuno! E' nata così, poco alla volta, una bella compagnia grande, di cui eravamo orgogliosi: la comunità educativa che di tanto in tanto si ritrovava in massa attorno ad alcuni appuntamenti, ma che si articolava poi nel quotidiano in gruppi e in settori di azione e di formazione.
Sperimentavamo giorno dopo giorno che la scelta del gruppo, del piccolo gruppo, costituiva davvero la scommessa di un Oratorio, e , comunque, di qualsiasi luogo educativo.
Il modo di fare esperienza, di produrre cambiamento, di far elaborare l’esperienza e di creazione linguistica nel gruppo dove i rapporti sono faccia a faccia, rappresentava davvero il cuore dell’educazione oratoriana. Naturalmente il gruppo come luogo della relazione e della comunicazione educativa: le relazioni tra i coetanei, arricchite dalla differenza di genere, e le relazioni con gli animatori erano per noi la cosa più importante, il vero tesoro.
Per questo la strategia della formazione degli animatori e dei preanimatori costituisce per noi sempre una priorità. Ormai non contiamo più i livelli e il numero ripetuto dei corsi.
In questo l’Estate Ragazzi cittadina diventava per noi una interessante occasione di aggancio e di reclutamento dei volontari candidati all’animazione: gli adolescenti, le nuove generazione future di animatori. Attorno all'esperienza del volontariato estivo ruotano centinaia di adolescenti che coltivano il sogno di divenire apprendisti stregoni dell’animazione. Piccole cose, ma che a fine estate permettevano di far nascere nuovi gruppi di adolescenti e di ritrovarci con schiere nutrite dei volontari, selezionatisi sul campo, disponibili ad iniziare il cammino dell’animazione.
Il ricambio di coloro che compiono i primi passi di sensibilizzazione all’animazione è sempre stato elevatissimo nel nostro oratorio, perché la maggior parte degli adolescenti, al termine delle scuole superiori emigrano verso l’università. Anche se oggi sono diminuiti gli studenti-emigranti verso le università del centro e del nord, il nuovo sistema formativo universitario insieme all’inurbazione degli studenti nei capoluoghi di provincia o di regione spezzano drammaticamente i legami degli animatori con l’ambiente oratoriano.
Solo una piccola parte rientra per continuare il servizio nel weekend … Per gli altri comincia l’esperienza di “congedo”; essi spiccano il volo per un “tempo di vita nuovo e diverso” nel quale diventa predominante l’obiettivo della personalizzazione, dell’autonomizzazione e della professionalizzazione: elementi diversi che assumono tutta l’urgenza e la priorità di un nuovo stato di vita.
La pazienza e la fiducia dell’educatore supplisce alla loro partenza: bisogna saper attendere il loro ritorno. Alcuni per esempio facevano ritorno per il loro tirocinio professionale in oratorio o nei progetti verso i minori.
Ed intanto cominciavano già a rientrare i vecchi, e i primi “neolaureati in scienze dell’educazione” (in prevalenza figure femminili!) sia come volontari in servizio civile, seguito alla preziosissima esperienza degli obiettori, sia come professionisti nell'eria della prevenzione e del ricupero: una nuova risorsa che si affaccia per il lavoro a progetti nel sociale.
Un’altra risorsa persona importante sono stati gli adulti, e i genitori in particolare.
Fin dall’inizio della storia del nostro oratorio abbiamo affrontato il confronto sull’ interrogativo: “Adulti sì! Adulti no!”. Ora per noi gli adulti, anche le nonne e le zie, ma i genitori in modo del tutto particolare, sono una risorsa a tutti gli effetti: nella presenza discreta in cortile e nelle sale giochi, nel supporto alle iniziative di massa che garantiscono, nei laboratori di manualità con i più piccoli. L’esperienza davvero preziona, avviata da don Antonio Gentile, del gruppo genitori con il suo cammino formativo e della “scuola genitori” con don Piero, sono diventati il punto di riferimento per tanti genitori disorientati dall’adolescenza dei propri figli.
La scelta del gruppo, delle appartenenze concentriche al gruppo, alle associazioni, alla comunità educativa, alla più ampia comunità ecclesiale, diventavano anche il percorso quotidiano del sentirsi e del divenire chiesa, comunità che condivideva la fede nella vita.
L’organizzazione delle risorse diventava così il banco di regia per attivare, orientare e promuovere i processi, cioè gli eventi educativi e comunicativi, che si realizzavano nel quotidiano della vita dell’oratorio, seppure in forme, figure, linguaggi alquanto diversi, orientati però sempre alla meta, la nostra stella polare, che dirigeva il cammino e le tappe che di volta in volta festeggiamo e celebriamo.


P.G.S.Under 17
Vigor Rossano Under 17